Cavalieri dello Zodiaco: 7 curiosità che forse non conoscevi

Il 26 marzo 2020 i Cavalieri dello zodiaco hanno festeggiato ben 30 anni da quando sono giunti in Italia la prima volta su Odeon Tv e da quando abbiamo iniziato a conoscerli ed amarli, diventando un grande cult ricordato e amato da tantissimi ex bambini ma non solo. 




I Cavalieri dello zodiaco (Seinto Seiya il nome originale) è una serie di anime e manga creata nel 1985 dal Giapponese Masami Kurumada esordita con un manga omonimo di 28 volumi, a cui è seguita la produzione di un primo adattamento animato del manga per la TV prodotto dalla Toei Animation fra il 1986 e il 1989 di 114 episodi denominato serie classica e quattro lungometraggi d’animazione per il cinema oltre a numerosi videogiochi, modellini e un’infinità di merchandising riferito soprattutto sulla serie classica. Ma i Cavalieri sono tornati anche di recente con una saga creata totalmente in CGI in esclusiva per la piattaforma Netflix, con il ritorno di alcuni doppiatori storici della serie facendo contenti (più o meno) i fans adulti ma avvicinando i personaggi alle nuove generazione che li stanno conoscendo grazie a questa serie.

Ecco 7 cose che forse non sapevate che riguardano I Cavalieri dello Zodiaco:

1. FULMINE DI… RIN!
Il creatore del manga, Masami Kurumada, voleva intitolare in un primo momento la serie Ginga no Rin (“Rin della Galassia”). Il protagonista, quello che in Italia è diventato Pegasus, avrebbe dovuto perciò chiamarsi Rin, ma Kurumada optò poi per Seiya, che in giapponese vuol dire “freccia delle stelle” (per quella faccenda dell’armatura del Sagittario).

2. PERCORSO A OSTACOLI
La storia dell’anime dei Cavalieri è lunga e tortuosa. La serie avrebbe dovuto coprire 52 episodi, ma furono portati a 114 dalla Toei per via degli ottimi ascolti. A un certo punto, però, la produzione degli episodi dell’anime arrivò troppo a ridosso del manga, così fu creata una saga originale non presente nel fumetto, quella di Asgard. L’ultima parte del manga è rimasta invece a lungo orfana di una trasposizione animata. Chiusa la serie televisiva nel 1990, si sono dovuti aspettare gli OAV (produzioni per il mercato dell’home video) di Hades, tra il 2002 e il 2008, per portare a conclusione la storia. Più o meno. Sono infatti arrivati dopo la serie prequel The Lost Canvas (2009, 26 episodi), la serie TV Saint Seiya Ω (2012, 97 episodi) e quella per il web Saint Seiya: Soul of Gold (2015, 13 episodi). Perché quei poveri Cavalieri d’Oro bisognava riportarli in vita, con armature più tamarre per farci i pupazzetti, giusto per farli morire un’altra volta. La cattiveria.




3. LADY ISABEL E PEGASUS (ULTIMO)
Ce n’era, tra i due? È quello che si chiedevano tutti, negli anni 90, guardando la serie TV. Oltre a domandarsi come diavolo avessero fatto tutti quei cavalieri, da bambini, a sopportare una piccola despota viziata che li faceva frustare e trattare come schiavi, certo. Quella tra Pegasus e Lady Isabel/Saori Kido è una relazione tormentata, col fatto che lei è la reincarnazione di una dea e tutto. Nella prima serie, prova a baciare Pegasus, ma viene fermata da un’incazzatissima Tisifone. Lei rischierà in seguito la vita per lui, e lui più volte per lei, per evitare che quell’impedita muoia surgelata, trafitta da una freccia e in altri modi bizzarri. Ma a proposito di cuoricioni: Pegasus/Seiya, pur essendo il protagonista eponimo dell’anime, non è esattamente amatissimo dai suoi fan. O, quanto meno, non è affatto il più amato. In un sondaggio condotto in Giappone e pubblicato nel 2004, risultava il meno popolare tra i cinque cavalieri di Bronzo della serie: primo Sirio il Dragone/Shiryu, secondo Cristal il Cigno/Hyoga, terzo Andromeda/Shun, quarto Phoenix/Ikki e ultimo il raccomandatissimo cavaliere di Pegaso! Fischi dagli spalti.

4. ANDROMEDA… DONNA?


Chi c’era, ai tempi, ricorderà. Durante le repliche su Odeon TV e Italia 7, uno dei tanti argomenti di discussione sui Cavalieri nei campetti e nelle scuole d’Italia riguardava l’identità sessuale di Andromeda. Aveva un’armatura rosa, era molto delicato e gentile… girava questa voce che in originale il personaggio fosse una donna. Non c’era Internet a smascherare le bufale in un nanosecondo, allora. Non è ovviamente così, ma a cadere in errore non furono soltanto alcuni giovani fan italiani. Nell’edizione francese dell’anime, a dar voce ad Andromeda per i primi sei episodi fu una doppiatrice. Solo dopo si passò a dei doppiatori uomini.

5. PHOENIX IL FIGO
Ikki/Phoenix non è come gli altri cavalieri di bronzo. E lo testimonia già il fatto che vada e venga, sparendo per lunghi tratti, che non sai mai cosa diavolo sia andato a fare. È stato innanzitutto il primo a indossare l’armatura della Fenice, non dovendosi accontentare di un completino usato per secoli dalle generazioni di Saint precedenti, come gli altri. Quella stessa armatura, grazie alla storia della fenice che risorge eccetera eccetera, si ripara DA SOLA – niente sacrifici di sangue al Grande Mur, ché poi si prendono pure le malattie – e lo rende praticamente immortale. Si sente superiore nei confronti degli altri quattro? È normale.




6. FRATELLI!
Andromeda e Phoenix non sono gli unici fratelli della storia. Nell’anime la cosa è stata edulcorata, trasformando i cavalieri in orfanelli spediti per il mondo ad addestrarsi, ma nel manga si scopre che i 100 ragazzini da far diventare Santi sono tutti figli di Mitsumasa Kido/Alman di Thule, avuti da donne diverse. Con grande spirito paterno, Kido ha fatto patire loro le pene dell’inferno e abusi fisici di ogni tipo, perché voleva proprio portare a casa il premio Papà del Secolo. Andromeda e Phoenix sono quindi fratelli di Pegasus, Cristal, Asher dell’Unicorno e tutti gli altri. I primi due, però, hanno in comune anche la madre.

7. AL CINEMA E A TEATRO
Oltre ai cinque film d’animazione e a quello in CGI del 2014 (I Cavalieri dello Zodiaco – La leggenda del Grande Tempio), la saga dei Saints ha dato vita anche a diversi musical in Giappone e a una webserie non ufficiale italiana, Saint Seiya Rebirth – La rinascita dei Cavalieri dello Zodiaco

    

fonte: Blog.screenweek

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CosmoChan

CosmoChan

Collezionista di giocattoli da più di 15 anni e amante del mondo dell'animazione è il fondatore di questo sito, che ha aperto con la speranza di far viaggiare gli utenti indietro nel tempo, ai tempi dell'infanzia, ma anche per rimanere aggiornati e creare così un punto di riferimento per tutti quelli che amano i cartoni, collezionarne i gadgets e tutto quello che ruota intorno a questo mondo.

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